Nella sala londinese di Phillips, i rilanci hanno cominciato a rallentare attorno ai 7 milioni di euro. Prima, racconta Nick Foulkes a GQ, i numeri salivano con la rapidità di una chiamata alle grida. Secondo il suo resoconto, ogni lotto ha impegnato il banditore per circa un quarto d’ora: abbastanza tempo perché la curiosità iniziale lasciasse posto alla tensione di capire fin dove sarebbero arrivati i rilanci. Sul podio Aurel Bacs conduceva la vendita di quattro Cosmograph Daytona creati da Rolex per rappresentare le stagioni. Roger Federer e Leonardo DiCaprio erano presenti; Foulkes ha visto anche Mick Jagger e Jon Bon Jovi. Quando il quarto lotto è stato aggiudicato, il totale era di circa 43,5 milioni di euro, destinati alla Federer Foundation e a Re:wild.
Di quei quattro colpi di martello, tre hanno premiato offerte arrivate per telefono. Solo una persona ha vinto dalla sala. È un’immagine familiare a chi segue le aste di alto livello: la gara è pubblica, le identità di chi compra spesso no. Phillips non ha comunicato i nomi degli aggiudicatari, quindi per ora sappiamo quanto sono stati pagati i quattro orologi, ma non chi li abbia portati a casa.
Summer ha raggiunto circa 12,0 milioni di euro, Autumn 11,9 milioni, Winter 11,7 milioni. Spring si è fermato a 7,9 milioni. I primi tre risultati fanno sembrare per un momento i lotti parte di una stessa famiglia di prezzo. Poi basta guardare gli oltre 4 milioni di euro che separano il primo dall’ultimo per vedere che, anche tra pezzi unici dello stesso progetto, le quattro gare hanno preso strade diverse. Phillips non ha applicato il premio d’acquisto: l’intera somma sarà devoluta alle due organizzazioni. Phillips lo definisce il più alto risultato mai raggiunto da un singolo consignment in un’asta benefica.
Il dettaglio che resta impresso a chi segue le aste di orologi è la tenuta di tre lotti sopra gli 11 milioni di euro. Summer ha guidato la vendita, ma Autumn e Winter gli sono rimasti vicinissimi. In una gara con quattro esemplari differenti, quella successione impedisce di ridurre la serata alla fortuna di un solo quadrante o di una singola combinazione di colori. C’era interesse per più di una stagione, e si è visto fino all’ultimo rilancio.
Quattro lotti, nessun passato da ricostruire
Chi frequenta le aste di orologi è abituato a pesare l’originalità di un quadrante, la provenienza, le tracce lasciate da decenni d’uso. Qui la provenienza era dichiarata in partenza: Rolex offriva quattro orologi unici, ognuno esistente in un solo esemplare. La maison li aveva mostrati e descritti sul proprio sito. Bacs non doveva ricostruire la biografia di un Daytona appartenuto a qualcun altro; stava battendo quattro oggetti la cui storia pubblica cominciava in quella sala. Phillips l’ha definita la prima charity auction di Rolex.
La decisione di venderli separatamente ha fatto il resto. Un set assegnato a una sola persona avrebbe prodotto un unico importo e una sola scena. A Londra ci sono state quattro gare e quattro possibilità di scegliere. I collezionisti potevano preferire una stagione, lasciarne andare un’altra, tornare a competere al lotto successivo. Quella libertà ha reso visibili differenze che un prezzo complessivo avrebbe nascosto. Non rivela, invece, una classifica destinata a durare: questi orologi non hanno una serie di vendite comparabili alle spalle, e la serata aveva una finalità benefica dichiarata.
TerziMag aveva già raccontato prima dell’asta materiali, referenze e vicende iniziali dei Four Seasons. Qui basta fermarsi su un aspetto: sono tutti Daytona. Hanno lo stesso nome che da anni attraversa vetrine, liste d’attesa, collezioni private e cataloghi d’asta. Rolex ha usato una forma immediatamente riconoscibile agli appassionati e l’ha portata in un territorio dove di solito arrivano pezzi storici, con una provenienza eccezionale. Questa volta l’eccezione è stata costruita dalla maison e annunciata apertamente, anziché scoperta molti anni dopo da un collezionista.
Il mondo che Rolex porta in sala
Federer e DiCaprio non erano comparse chiamate a rendere più fotogenica la vendita. Sono Testimonee Rolex e legati alle due organizzazioni beneficiarie: la Federer Foundation sostiene l’apprendimento dei bambini nell’Africa australe e in Svizzera; Re:wild lavora alla protezione e al ripristino degli ecosistemi. Rolex ha inserito l’operazione nella propria Perpetual Planet Initiative. Sul palco erano esposti gli orologi, ma attorno a loro c’erano relazioni costruite nello sport, nel cinema, nella conservazione ambientale e nel collezionismo. Il Daytona era l’oggetto che permetteva a quei mondi di ritrovarsi nella stessa sala.
Sarebbe quindi sbagliato utilizzare quei risultati come nuove quotazioni per il Daytona: qui entravano insieme quattro pezzi unici, una causa benefica, Phillips, Rolex e una competizione irripetibile. Né l’asta dimostra che l’attività filantropica aumenti il valore economico degli altri Rolex. È significativo anche ciò che la maison ha scelto di fare con la propria posizione: mettere quattro pezzi unici nelle mani di Phillips, lasciare che i rilanci ne stabilissero il prezzo davanti a una platea e destinare l’incasso alle fondazioni. Il marchio ha fornito gli oggetti, ma la somma finale è stata prodotta da persone disposte a impegnare denaro in quella specifica occasione.
Le quattro casse contengono materiali e lavoro di alto livello; gli appassionati possono discutere a lungo quale stagione sia riuscita meglio. A circa 43,5 milioni di euro complessivi, però, materiali e lavorazione non bastano più a spiegare ciò che è successo a Londra. Nella stessa asta si sono incontrati la rarità garantita direttamente da Rolex, la riconoscibilità del Daytona, l’autorevolezza di Phillips, la presenza di Federer e DiCaprio e una destinazione benefica precisa.
Ora i quattro Daytona possono scomparire per anni in collezioni private. La loro prima apparizione pubblica come proprietà altrui potrebbe arrivare da una fotografia al polso, oppure non arrivare affatto. Da appassionati, quella fotografia la cercheremo. Intanto la traccia lasciata il 28 settembre è già leggibile: circa 43,5 milioni di euro per due organizzazioni. Il seguito della storia sarà capire che cosa permetteranno loro di fare.
Fonti: Phillips, risultati ufficiali; Rolex, presentazione dell’asta; GQ, cronaca della serata.