Nel 2015 Tudor affidò al North Flag un compito insolito per un nuovo orologio: mostrare che cosa sapeva fare il suo primo calibro di manifattura. Undici anni dopo il modello torna con una lancetta GMT al posto dell’indicatore della riserva di carica. È un cambiamento che si vede subito sul quadrante, ma il confronto più interessante riguarda il ruolo dell’orologio. Nel 2015 annunciava una svolta tecnica per Tudor. Nel catalogo del 2026, dove i calibri di manifattura e i GMT sono ormai presenti in diverse famiglie, deve farsi riconoscere per il proprio progetto.
Il North Flag del 2015 e il calibro MT5621
Il North Flag originale, referenza 91210N, arrivò insieme al Pelagos tra i primi Tudor equipaggiati con movimenti sviluppati e prodotti dal marchio. Il suo MT5621 era un automatico certificato COSC, con spirale in silicio e circa 70 ore di riserva di carica. Tudor scelse di rendere visibile quest’ultima attraverso un disco a ore 9. La data occupava le ore 3; sul fondello, uno zaffiro lasciava osservare il movimento. Era una presentazione piuttosto diretta della nuova meccanica: il North Flag mostrava sul davanti una delle prestazioni del calibro e sul retro il calibro stesso. La documentazione Tudor del 2015 e quella del Pelagos collocano entrambi i modelli all’inizio di questa fase.
Anche la cassa prendeva una strada precisa. Misurava 40 mm, aveva una lunetta composta da acciaio spazzolato sulla parte superiore e ceramica nera opaca sul fianco, ed era impermeabile fino a 100 metri. Il bracciale in acciaio si raccordava direttamente alla cassa; Tudor proponeva anche un cinturino in pelle nera con cuciture gialle. Quelle superfici opache, gli angoli netti e i piccoli accenti di colore davano al North Flag un aspetto tecnico contemporaneo, diverso dall’impostazione dei Black Bay.
Per il bracciale integrato esisteva comunque un precedente nella storia del marchio: il Ranger II del 1973. Tudor lo indica come riferimento per le linee del Northflag attuale. Il nome, invece, richiama la British North Greenland Expedition dei primi anni Cinquanta, alla quale furono forniti orologi Oyster Prince. Il North Flag del 2015 univa così una costruzione che guardava al Ranger II, il ricordo delle spedizioni artiche e una novità meccanica concreta. Non era una riedizione di un orologio indossato in Groenlandia. Tudor documenta il Ranger II nella storia del Ranger.
Il GMT cambia la lettura del quadrante
La nuova referenza M9140G1A0U-0001 conserva il diametro di 40 mm, l’impermeabilità a 100 metri e il fondello trasparente. Guardandola frontalmente, però, si nota subito che l’indicatore della riserva di carica è scomparso. Al suo posto il calibro MT5652-U aggiunge una lancetta gialla a freccia che compie un giro ogni 24 ore. La si legge su una scala ricavata nel rehaut inclinato a 45 gradi, mentre la lancetta delle ore indica l’ora locale. La data rimane alle ore 3. La scheda ufficiale del nuovo Northflag descrive il funzionamento delle due indicazioni orarie.
La disposizione è significativa. Tudor avrebbe potuto portare la scala delle 24 ore sulla lunetta, come fa su altri GMT. Qui la lunetta resta fissa e priva di cifre: è il bordo interno del quadrante a ospitare la seconda lettura. Il Northflag conserva così il profilo di un orologio sportivo con lunetta liscia, anche dopo aver guadagnato una funzione aggiuntiva. La lancetta gialla dei secondi, già parte dell’identità del modello, ora condivide il colore con quella GMT. Sono due indicazioni diverse, riconoscibili per forma e posizione, che riprendono lo stesso accento cromatico.
Cambiano anche gli indici. Al posto degli indici bianchi del 2015 compaiono grandi numeri arabi realizzati in ceramica luminescente monoblocco. La nuova scala per il GMT aggiunge informazioni lungo il perimetro, mentre i numeri danno una presenza più marcata alle ore principali. È un quadrante più ricco dell’originale, ma la differenza non si riduce a una lancetta supplementare: Tudor ha ripensato il modo in cui l’ora locale e quella di riferimento convivono nello spazio disponibile.
Fuori dal quadrante, la lunetta passa dalla costruzione in acciaio e ceramica nera del 2015 a una lunetta in acciaio con finiture satinate e lucide. Il bracciale integrato resta essenziale alla silhouette. Quello nuovo è in acciaio a due maglie, prevalentemente satinato, con smussi lucidi e chiusura T-fit regolabile senza attrezzi su cinque posizioni, per un’escursione di 8 mm. Il raccordo tra cassa e bracciale continua a distinguere il Northflag prima ancora di leggere il nome sul quadrante.
Anche il movimento racconta il tempo trascorso dal debutto. Il MT5652-U integra la funzione GMT, offre 65 ore di riserva di carica ed è certificato sia COSC sia METAS come Master Chronometer. Tudor indica, tra le prove previste per l’orologio completo, la resistenza a campi magnetici di 15.000 gauss. Nel 2015 bastava aprire il fondello del North Flag per vedere una novità nella produzione Tudor; oggi il fondello mostra un calibro inserito in una capacità tecnica molto più estesa.
Un’identità propria nel catalogo Tudor
Nel catalogo attuale il Northflag ha una famiglia dedicata ed è presentato tra gli sportivi, accanto a nomi come Ranger e Pelagos. La funzione GMT lo mette inevitabilmente in dialogo con i Black Bay. Il Black Bay 58 GMT, per esempio, usa una lunetta girevole graduata su 24 ore e richiama nell’estetica i primi subacquei Tudor. Il Northflag colloca la scala nel rehaut, impiega una lunetta fissa e costruisce la propria forma attorno al bracciale integrato. La complicazione è la stessa; il modo di indossarla e leggerla segue un’altra idea di orologio.
Tudor collega la lancetta delle 24 ore anche alle lunghe giornate e notti delle regioni polari, dove la luce naturale può smettere di aiutare a distinguere le ore. È un richiamo coerente con il nome, senza bisogno di trasformare il Northflag in una replica dell’equipaggiamento della spedizione. Il suo carattere più convincente rimane visibile nella cassa, nel bracciale e in quel quadrante nero percorso dal giallo: elementi che attraversano le due generazioni pur servendo funzioni diverse.
Il primo North Flag rendeva tangibile il passaggio di Tudor ai calibri di manifattura. Il nuovo non può più affidarsi a quella novità. Con il GMT, i numeri arabi e la certificazione METAS, aggiorna l’orologio; conservando il bracciale integrato e una lettura delle 24 ore tutta interna al quadrante, gli lascia una fisionomia propria. È lì, più che nella complicazione presa da sola, che il Northflag trova oggi il suo posto.