Rolex ha appena presentato un orologio chiamato Perpetual Padellone.
Per chi conosce l’orologeria vintage, leggere quella parola sul sito ufficiale Rolex fa quasi più effetto dell’orologio stesso. “Padellone” non è il nome elegante studiato a Ginevra per accompagnare il lancio di una nuova collezione. È il soprannome con cui i collezionisti identificano da decenni la Rolex ref. 8171, uno degli orologi più particolari prodotti dalla maison nel secolo scorso.
Il 15 settembre 2026 Rolex ha deciso di fare qualcosa di piuttosto raro: prendere quel soprannome e renderlo ufficiale.
Il nuovo Rolex Perpetual Padellone recupera infatti molti elementi della ref. 8171, ma questa storia diventa interessante ancora prima di guardare movimento, materiali o complicazioni. Per una volta il nome di un nuovo Rolex non arriva soltanto dalla maison. È nato all’interno della cultura che si è sviluppata attorno ai suoi orologi ed è sopravvissuto abbastanza a lungo da essere infine adottato da Rolex stessa.
Questo dice parecchio sul peso che i collezionisti possono avere nella storia di un orologio.
Perché un Rolex si chiama “Padellone”?
Bisogna tornare alla fine degli anni Quaranta.
La ref. 8171 venne prodotta in una serie molto piccola tra il 1949 e il 1952, principalmente in oro giallo, con esemplari molto più rari in oro rosa e acciaio. Aveva una cassa da 38 mm, dimensione decisamente generosa per l’epoca, e riuniva calendario completo e fasi lunari.
Giorno della settimana e mese comparivano attraverso due finestre nella parte superiore del quadrante. Una lancetta centrale indicava la data lungo la scala periferica, mentre a ore 6 trovavano posto piccoli secondi e indicazione delle fasi lunari.
Era anche un Rolex piuttosto diverso da quelli che oggi associamo immediatamente alla maison. La 8171 non utilizzava la classica architettura Oyster e aveva un fondello a pressione. Accanto a lei esisteva la ref. 6062, più piccola, da circa 36 mm, dotata invece di cassa Oyster con fondello avvitato. Sono gli unici due modelli Rolex vintage con calendario completo e fasi lunari.
Quella cassa da 38 mm, larga per gli standard del periodo, finì per guadagnarsi un soprannome tanto semplice quanto efficace: Padellone, letteralmente una grande padella. Phillips e Christie’s utilizzano ancora oggi il termine nelle proprie descrizioni della referenza.
Rolex smise di produrre l’orologio nei primi anni Cinquanta; il nome, invece, rimase.
I collezionisti hanno creato una lingua parallela a quella di Rolex
Chi frequenta il mondo Rolex è abituato a questa situazione.
Pepsi, Batman, Hulk, Kermit, Root Beer. Sono nomi diventati talmente familiari che spesso vengono utilizzati prima ancora delle referenze ufficiali. Basta dire “Pepsi” a un appassionato e difficilmente penserà a una bibita.
Gran parte di questo vocabolario non nasce nei cataloghi Rolex. Si forma nel tempo tra collezionisti, forum, commercianti, aste e conversazioni tra appassionati. Alcuni soprannomi descrivono un colore, altri una particolare caratteristica del quadrante o della cassa. Qualcuno scompare dopo pochi anni, altri diventano parte della cultura dell’orologio.
Rolex ha storicamente mantenuto una certa distanza da questo linguaggio. Il GMT-Master II rimane GMT-Master II anche quando mezzo mondo lo chiama Batman o Pepsi.
Con il Padellone è successo qualcosa di diverso:
Rolex stessa spiega che il nuovo modello prende il nome dalla ref. 8171, “known to collectors as the ‘Padellone’”. Quel soprannome oggi compare nella comunicazione ufficiale della maison e identifica un modello della collezione Perpetual.
È un passaggio piccolo soltanto in apparenza. Un nome creato attorno a un vecchio Rolex è diventato abbastanza importante da tornare, decenni dopo, sulla porta principale della maison.
E quel nome è italiano
La parola scelta dai collezionisti non richiede grandi interpretazioni: Padellone è italiano.
Il soprannome nasce dalle proporzioni della ref. 8171, che con i suoi 38 mm appariva insolitamente grande rispetto a molti orologi della stessa epoca. Christie’s la descrive proprio come una “large frying pan”, collegando direttamente il nome alle dimensioni non convenzionali della cassa.
La storia è particolarmente interessante perché il collezionismo italiano ha lasciato più di una traccia nel vocabolario degli orologi vintage. Chi segue questo mondo avrà incontrato termini come Ovettone, utilizzato per alcuni Rolex dalla caratteristica cassa bombata, oppure nomi italiani legati a particolari configurazioni che nel tempo hanno superato i confini nazionali.
Sono parole nate per riconoscere rapidamente un orologio, spesso molto prima che internet rendesse possibile confrontare migliaia di referenze in pochi secondi.
Padellone ha fatto qualcosa in più: è sopravvissuto.
La ref. 8171 è diventata un pezzo estremamente importante nel collezionismo Rolex e il suo soprannome ha continuato ad accompagnarla nei cataloghi d’asta e nelle pubblicazioni specializzate. Nel 2026 la storia ha completato il giro: il produttore ha ripreso il nome che i collezionisti avevano dato al suo stesso orologio.
Il Rolex Perpetual Padellone 2026
Naturalmente Rolex non si è limitata a recuperare una parola.
Il nuovo Perpetual Padellone 2026 misura 39 mm, appena un millimetro in più rispetto alla ref. 8171, e basta guardare il quadrante per riconoscere la parentela.
Ritornano le due finestre dedicate a giorno e mese nella parte superiore, la data periferica indicata da una lancetta centrale e le fasi lunari a ore 6. La costruzione, però, è completamente contemporanea.
Il calendario è ora annuale: distingue automaticamente i mesi di 30 e 31 giorni e richiede una sola correzione all’anno, nel passaggio tra febbraio e marzo. Giorno, data e mese cambiano simultaneamente a mezzanotte. All’interno lavora il nuovo calibro Rolex 7190, un movimento automatico a 5 Hz.
Le configurazioni presentate utilizzano oro Everose 18 ct e platino 950, con cinturino in alligatore oppure, su una delle versioni Everose, il nuovo bracciale Settimo.
Anche le fasi lunari meritano uno sguardo più attento. Rolex utilizza un disco in smalto blu e due lune in meteorite, mantenendo quell’elemento quasi illustrativo che rendeva particolare anche il modello storico.
Sono dettagli sufficienti per capire che non siamo davanti alla riproduzione esatta di un Rolex del 1950. Rolex ha mantenuto l’identità visiva della 8171 e ha costruito attorno a essa un orologio tecnicamente contemporaneo.
Il resto possiamo tranquillamente lasciarlo alle schede tecniche perché la cosa più curiosa del nuovo Padellone continua a essere scritta nel suo nome.
Un marchio costruisce l’orologio. I collezionisti possono costruirne la storia
Una maison decide come progettare un orologio, quale referenza assegnargli, come presentarlo e per quanto tempo produrlo. Una volta che quell’orologio entra nel mondo dei collezionisti, però, comincia una seconda vita molto più difficile da controllare.
Gli appassionati scoprono differenze tra quadranti che inizialmente sembravano irrilevanti. Catalogano seriali e varianti. Recuperano vecchie pubblicità, attribuiscono soprannomi e decidono quali referenze continuano a meritare attenzione quando sono fuori produzione da decenni.
A volte un modello che il produttore ha lasciato indietro continua a vivere proprio grazie a loro ed quello che è successo alla ref. 8171.
Rolex l’ha prodotta per pochi anni all’inizio degli anni Cinquanta. Il collezionismo ha continuato a chiamarla Padellone per oltre settant’anni, fino a rendere quel soprannome inseparabile dall’orologio.
Poi, il 15 settembre 2026, Rolex ha presentato un nuovo modello e invece di inventargli un altro nome, ha utilizzato quello che i collezionisti le avevano già dato.
Il Rolex Perpetual Padellone è quindi interessante per il calendario annuale, per il nuovo calibro 7190 e per il ritorno delle fasi lunari. Ma c’è qualcosa di più affascinante nel vedere una parola così poco “Rolex” comparire sul sito ufficiale della maison.
Perché ricorda che la storia dell’orologeria non viene scritta soltanto dalle aziende che producono gli orologi. Una parte la scrivono anche le persone che continuano a collezionarli quando le aziende hanno smesso da tempo di produrli.