C’è stato un periodo, non troppo lontano, in cui la domanda “Quale Rolex comprare?” aveva quasi sempre la stessa risposta. Bastava pronunciare tre o quattro nomi: Daytona, Pepsi, Submariner, Batman. Qualunque scelta sembrava destinata a funzionare. Il mercato era in continua crescita, le liste d’attesa si allungavano e ogni nuovo record sul mercato secondario alimentava l’idea che qualsiasi Rolex sportivo fosse automaticamente un buon acquisto.
Il 2026 racconta una storia diversa.
Non perché Rolex abbia perso fascino, tutt’altro. Il marchio continua a essere il punto di riferimento assoluto dell’orologeria di lusso. È cambiato però il comportamento di chi acquista. Dopo la normalizzazione del mercato, i collezionisti hanno smesso di rincorrere esclusivamente il modello del momento e hanno ricominciato a fare ciò che distingue un vero appassionato da uno speculatore: scegliere l’orologio, non il trend.
È una differenza enorme e, probabilmente, rappresenta il cambiamento più importante degli ultimi anni.
Il mercato non premia più soltanto l’hype
Osservando il mercato secondario emerge una dinamica interessante. Gli orologi che continuano a mantenere alta la propria desiderabilità non sono necessariamente quelli che generano più rumore sui social, ma quelli che possiedono un’identità chiara.
Il Daytona continua a rappresentare il cronografo sportivo per eccellenza, ma non è l’unico modello a meritare attenzione. Il GMT-Master II Batman, ad esempio, è diventato uno dei protagonisti della collezione dopo l’uscita di scena del Pepsi, mentre il Submariner No Date continua a essere considerato da molti appassionati la versione più pura dell’icona subacquea Rolex.
Accanto a questi modelli, però, stanno tornando protagonisti anche orologi che fino a pochi anni fa venivano quasi ignorati.
Il Datejust 36, l’Explorer e persino l’Oyster Perpetual stanno vivendo una nuova stagione di interesse. Non perché siano diventati improvvisamente rari, ma perché incarnano una filosofia diversa: meno appariscenza, più equilibrio.
Ed è proprio questo che molti collezionisti sembrano cercare oggi.
Comprare un Rolex significa anche capire dove sta andando il gusto
Ogni mercato segue delle tendenze, e l’orologeria non fa eccezione. Negli ultimi anni il lusso ha iniziato a premiare sempre di più la discrezione rispetto all’ostentazione. Le dimensioni delle casse stanno tornando più contenute, i quadranti più puliti e le configurazioni classiche stanno vivendo una nuova rivalutazione.
Non sorprende quindi vedere crescere l’interesse verso un Datejust 36 o verso un Explorer, modelli che non hanno mai avuto bisogno di reinventarsi per rimanere attuali.
La stessa logica vale per il Day-Date 36, che molti collezionisti stanno riscoprendo proprio nelle sue proporzioni originali. Per anni la versione da 40 millimetri sembrava essere la scelta obbligata. Oggi sempre più appassionati stanno tornando alla misura che ha costruito la leggenda del “President”.
Questa evoluzione del gusto racconta qualcosa di importante: il mercato sta diventando più maturo. L’attenzione si sta spostando dal clamore alla qualità del progetto.
Il miglior Rolex potrebbe non essere quello che tutti stanno cercando
Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che il miglior acquisto sia automaticamente il modello più difficile da ottenere.
La storia dell’orologeria dimostra esattamente il contrario.
Molti degli orologi oggi considerati iconici non sono diventati tali perché erano introvabili, ma perché hanno attraversato decenni senza perdere la propria identità. È questo che distingue un classico da un fenomeno passeggero.
Per questo motivo, chi oggi si avvicina a Rolex dovrebbe probabilmente porsi una domanda diversa. Non quale referenza abbia la lista d’attesa più lunga, ma quale continuerà a essere interessante anche quando il mercato avrà cambiato nuovamente direzione.
La risposta, molto spesso, coincide con gli orologi che Rolex produce da decenni quasi senza modificarli.
Ed è difficile pensare che sia un caso.
Conclusione
Comprare un Rolex nel 2026 non significa inseguire il modello di cui parlano tutti. Significa capire quali referenze hanno dimostrato di saper attraversare il tempo senza perdere valore culturale prima ancora che economico.
Il Daytona continuerà probabilmente a essere uno dei cronografi più desiderati al mondo. Il Batman resterà un punto di riferimento tra i GMT. Il Submariner rimarrà l’archetipo dell’orologio subacqueo.
Ma forse le sorprese più interessanti arriveranno da modelli come il Datejust, l’Explorer o il Day-Date 36, orologi che non hanno mai smesso di essere eccellenti e che oggi vengono finalmente riscoperti per quello che sono sempre stati.
Perché, alla fine, il miglior Rolex non è necessariamente quello di cui tutti parlano.
È quello che continuerà ad avere senso anche quando avranno smesso di farlo.